Poi quest'anno ci sarà da trasformare un vestito da Cenerentola in "Moschettiera viola", tranne il fatto di comprare un pò di fodera e tulle del colore desiderato non so ancora come procedere!!!
venerdì 5 febbraio 2010
Di nuovo carnevale...lavori in corso
Poi quest'anno ci sarà da trasformare un vestito da Cenerentola in "Moschettiera viola", tranne il fatto di comprare un pò di fodera e tulle del colore desiderato non so ancora come procedere!!!
martedì 2 febbraio 2010
De l'inverno semo fora?
Visto che ad Ottobre abbiamo festeggiato “Diwali”, a maggior ragione oggi festeggiamo la Candelora“Il due febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al tempio di Gesù, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti". La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 Dicembre.
La Candelora è celebrata anche nella tradizione pagana, alcuni studiosi rilevano come si tratti di una festività introdotta appunto in sostituzione di una preesistente. Segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce, legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra”

I devoti catanesi accendono ogni anno un cero in onore di Sant' Agata, la santa catanese. Ogni cero ha un peso diverso, a seconda del "voto" fatto. Ci sono ceri che superano addirittura i 100 Kg e vengono portati a spalla da uno o due devoti.
venerdì 29 gennaio 2010
Ci voleva il terremoto...
Riporto la notizia pubblicata dall'ente Aibi. Questo per far capire quanto in queste pratiche entrino le burocrazie dei paesi e quanto molto meno gli interessi per i bambini.
lunedì 25 gennaio 2010
Organizzando il prossimo scambio

mercoledì 20 gennaio 2010
Le due monelle


sono dolcissime, ma un pò paurose, bisogna forzarle per prenderle in braccio e non parliamo delle pettorine che, su consiglio di chi ce le ha date, ci avrebbero permesso di portarle un pò a spasso...
Speriamo con la primavera di riuscire a portarle un pò in giardino, magari con la grata superiore della gabbia, e fargli risentire l'odore dell'erba invece che dei giornali e di quei compositi che chiamano "lettiere".
Col senno del poi sono contentissima di non aver ceduto a figlie e marito nel prendere un gattino o peggio un cane, già così mi fanno pena abbastanza...se penso che vivevano libere in un recinto a terra in una zona rurale di Roma e sono finite in una gabbia (grande eh!) in un terrazzo coperto al sesto piano di un palazzo!!!
mercoledì 13 gennaio 2010
lunedì 11 gennaio 2010
Niente buoni propositi.


In questo periodo abbiamo festeggiato, mangiato ne bevuto, curato le nostre nuove amiche cavie, fatto i compiti delle vacanze con Olivia e quelli inventati per Emma, fatto il pane, i muffins, l’esperimento “panettoncini” regalati a vicini e conoscenti, aspettato la Befana, riposto tutte le decorazioni della casa ed imparato un po’ meglio a lavorare all’uncinetto. Per la verità Olivia si è dedicata alla maglia, io ero un po’ stufa e così, dopo aver finito una sciarpa per lei, ho deciso di riprendere in mano l’uncinetto,
ecco con orgoglio il mio primo lavoro fatto con l’aiuto di un manuale che sono (forse) finalmente riuscita a decifrare….che ridere, ogni volta che decidevo di fare un centrino, mi venivano fuori ‘ste perette perché forse non allargavo abbastanza il lavoro! Questo è stato anche un Natale di lettura…forzata per la tonsillite di Emma che è arrivata fino all’antibiotico e ci ha costretti a casa anche a Capodanno, sgrunt!



Ho seguitato a leggere Terzani che continua a piacermi, ma nel frattempo, in un’uscita lampo nel quartiere S. Paolo, abbiamo scovato questo locale/biblioteca/libreria dove abbiamo trascorso una piacevole serata e trovato libri che non avrei trovato altrove ed eccomi a leggere anche il libro di Marco Scarpati, anche lui appassionato della Cambogia, ma che descrive attraverso ciò che a Terzani manca, la COMPASSIONE. Mi chiedo “possibile che abbia fatto l’inviato in Asia per tanto tempo, abbia vissuto le stesse situazioni e abbia potuto GLISSARLE così, appunto senza compassione.
Terzani rimane comunque un autore che mi piace e coinvolge, ma evidentemente non tutti hanno la dote di sentire “il rumore dell’erba che cresce”.

