mercoledì 20 giugno 2018

GIFFONI EXPERIENCE









Mi permetto di pubblicizzare questo meraviglioso festival dedicato alla cinematografia e rivolto ai ragazzi.
Per caso abbiamo vinto un soggiorno al festival dello scorso anno e ci siamo goduti uno splendido week-end vista mare a Salerno e poi immersi nella vitalità di questa cittadina che si anima di ragazzi di tante nazioni, stampa, giocoleria, registi, attori e cultura durante tutta la durata del festival.
I giurati sono appunto i bambini/ragazzi divisi in fasce d'età ed i film si vedono per lo più in lingua originale e con i sottotitoli.
Le pellicole sono a volte anche molto forti, ma ho apprezzato le scelte fatte lo scorso anno e credo che le apprezzeremo maggiormente quest'anno.
E' un'esperienza che mi sento di consigliare...http://www.giffonifilmfestival.it/

Giffoni Experience è molto più di un film festival. È un'esperienza in divenire dalle tante anime, un mosaico le cui tante tessere compongono il disegno di una factory culturale la cui attività è sempre viva e che ha nei ragazzi e nelle loro famiglie l'orizzonte di riferimento.

mercoledì 6 giugno 2018

La scuola pubblica strategie di successo


Ritorno a scrivere di scuola dopo che con tre figlie, ne abbiamo fatte veramente tante di esperienze in tutti i cicli ed in differenti scuole. Non ho avuto nessuna esperienza nella privata poiché fortunatamente nella pubblica in zona c’è sempre stata molta offerta ed abbiamo potuto cambiare con semplicità quando ce n’è stata la necessità, ma anche per una questione di punti di vista, ho sempre pensato che dove ci fosse la questione economica in ballo, l’obiettività e la serena conduzione del progetto educativo ne avrebbe sicuramente risentito e non ho voluto mettermi nelle condizioni di constatare la cosa sulla pelle delle bambine.

C’è stato un momento in cui, presa dall’urgenza del cambiamento avrei iscritto la piccola alla steineriana di zona, ma il colloquio con la dirigente, l’esperienza della festa di primavera a cui avevo partecipato di recente e la mia giornata trascorsa lì osservando mi hanno fatta desistere ed ho scelto di farle finire l’anno e poi cambiarla il successivo sempre scegliendo la pubblica.

Questa infatti è stata la nostra strategia, nel momento in cui riscontravamo problemi non superabili con i semplici colloqui con gli insegnanti e con i dirigenti ed avevamo il sentore che la situazione non si sarebbe risolta col passare del tempo, abbiamo cercato (nei tempi e nei modi in cui potevamo causare il minor disagio alle nostre figlie) la scuola o meglio anche la sezione, il plesso più adatto.

E’ in effetti una alchimia di fattori (insegnati/istituto/compagni di classe) che ti fa dire che un ciclo è andato bene e l’altro no.  Il disagio dei propri figli è invece un campanello d’allarme inequivocabile e che va sempre ascoltato.

Voglio scrivere per elogiare le maestre della nostra “piccola”, trovate dopo un cambio necessario alla fine della prima elementare e che si sono rivelate veramente delle persone motivate, che hanno a cuore il benessere e la crescita dei propri alunni.

Stesso discorso per le insegnati delle medie della mezzana che ha concluso la prima media in un ambiente ideale, merito anche della musica che fa crescere e maturare in un modo speciale questi ragazzi.

In foto il saggio di prima appena concluso.




Per non farci mancare nulla quest’anno abbiamo sperimentato anche il cambio in corso d’anno alle superiori. E’ stato un successo e non avrei creduto di trovare ambienti così diversi in due licei tutto sommato vicini. Credevo infatti nella complessità in generale delle scuole superiori, molto diverse dai tempi in cui le avevo frequentate io ed invece a volte bisogna essere coraggiosi ed affrontare cambiamenti che non si sa dove porteranno, il punto è sempre lo stesso evitare il disagio dei ragazzi.

Anche questo cambio è  andato bene dunque mi sento di consigliare a genitori di ragazzi in difficoltà di essere coraggiosi per i propri figli (la decisione spetta sempre a noi!) e di tentare strade e percorsi nuovi, anche inaspettati a volte.

Avevo infatti pregiudizi rispetto alle scuole dove poi ho segnato le mie figlie e mi sono ricreduta all’atto  pratico vivendole.

A questo punto dell’anno però vi auguro un buon riposo insieme ai vostri figli!!

giovedì 17 maggio 2018

Discorsi sull'omeopatia

Manco da tanto...tantissimo in verità, non chiedetemi cos'ho fatto nel frattempo, nulla di particolare in realtà, ho vissuto semplicemente il quotidiano.
 Riparto da qui, da un discorso che mi sta sempre molto a cuore, perché si tratta della salute della mia famiglia e che non sempre riesco a far comprendere a chi mi ascolta.
Ho  riportato un "botta e risposta" ad un blog di mamme molto popolare al quale ho preso parte tempo fa, quando nei telegiornali faceva scalpore la notizia di un bambino che era morto di otite per via di una cura omeopatica che non ha fatto effetto...secondo me sono banalizzazioni del discorso e qui di seguito spiego il perché.
Datemi pure le vostre opinioni se credete, vi risponderò sicuramente!


Cara Serena,
grazie della risposta e dello scambio di idee che permetti attraverso questo spazio su un argomento molto dibattuto e delicato.
Premesso che non voglio convincere nessuno sulla bontà o meno delle cure omeopatiche,
premesso ancora che parlo da utilizzatrice; Non mi sono mai addentrata infatti  in letture di studi doppio cieco e quant’altro come non l’ho mai fatto prima di prendere una medicina allopatica (ho però dovuto approfondire per necessità il discorso vaccini, ma non è questa la sede per aprire questo altro spinoso tema). Mi limito ad osservare che l’utilizzo di un omeopatico, lo stesso, su più persone differenti, non sortisce lo stesso effetto e dunque credo sia difficile fare operazioni del genere che risultino attendibili.


Se il solo effetto placebo ha fatto guarire più volte le mie figlie da tonsilliti con placche (a me le hanno dovute togliere a suo tempo le tonsille ahime!) rispetto ad amiche e conoscenti che hanno utilizzato antibiotici sempre più potenti fino ad arrivare alla soluzione dell’operazione, benvenga l’effetto placebo!
Per quel che riguarda i costi convengo con te che per quel che c’è dentro sono eccessivi, ma ho acquistato tanto in Francia dove l’omeopatia è riconosciuta dal sistema sanitario (chiediamoci il perché) ed il costo è molto meno esoso.


 Se pensi che poi il tuo organismo impara a difendersi da solo e si fortifica, con il tempo ci si ammala molto meno ed ecco che di riflesso diminuisce il costo delle cure sanitarie.
Ribadisco comunque che non voglio convincere nessuno, sto solo rispondendo ai dubbi che sollevavi nella risposta. Mi dispiace però associare tout court un metodo di cura così diffuso alla scelleratezza di medici che si credono onnipotenti ed a genitori poco sicuri delle loro doti istintuali di protezione per i loro figli, tanto da far accadere ciò di cui si parla in questi giorni qui in Italia.


Grazie ancora del confronto e a presto
...


Sai perché non riesco a darti ragione Serena, nonostante il discorso che fai fili e sia molto rigoroso?
Perché la uso l'omeopatia, da anni ormai e quello che ho capito da utilizzatrice (non da studiosa) è che funziona molto bene come prevenzione, come cura devi sperimentare molto perché è soggettivissima e anche il medico più scrupoloso non ti conoscerà mai bene così come ti conosci tu, non conoscerà mai bene i tuoi figli così come li conosci tu.
Sai a cosa mi è servita negli anni l'omeopatia? A prendere le distanze dai medici (pure quelli omeopati), dalle loro fisse e dai loro dogmi che sperimentano su te e sui tuoi figli.
Con l’omeopatia puoi sperimentare essendo sicura che stai utilizzando acqua e zucchero e non come fanno tante mamme che conosco che danno farmaci o si scambiano consigli su farmaci come stessero parlando di caramelle.


L’omeopatia, male che va non funziona…
Mia figlia quando le dico “prendi le palline” per i dolori mestruali e mi risponde che non le fanno nulla e rispondo “pazienza”, sperimenterà la tolleranza ed in futuro, quando servirà, magari prenderà un’aspirina e le farà effetto subito perché non ne ha fatto abuso ora.


La mia pediatra omeopata quando una delle mie figlie, piccolissima, non guariva e l’ho chiamata dopo l’ennesimo tentativo per dirle che le avevo dato l’antibiotico alla fine, mi ha risposto “Ha fatto bene signora!”
Ecco noi dobbiamo fare i dottori per noi e per i nostri figli in primis, i medici possono dare consigli che ti convincono più o meno, ma le decisioni vanno prese da chi è coinvolto in prima persona e sa quanto può sopportare un dolore o vede il proprio figlio e sa qual è il suo limite perché lo sente, perché è istintivo.


Se così non gira è perché c’è qualcosa che non va…omeopatia o allopatia non c’entrano nulla.

giovedì 12 ottobre 2017

La nostra cucina di campagna in stile provenzale Notre cuisine de campagne en provençal style








Finalmente posso tornare a parlare della nostra cucina di campagna in stile provenzale.
Questa per lo meno era l'idea che avrei voluto dare della cucina, non so se ci sono riuscita!







Il modello è un classico di Ikea, ma l'abbiamo cercata di personalizzare. La caratteristica che più mi piace è lo stacco di colore col pavimento originale. Secondo me è stata una bella intuizione rimetterlo a dimora dopo aver sostituito i solai.
E poi altra caratteristica della stanza la porta e la finestra originali.
Dalle foto la porta non si vede, ma si intravede la finestra aperta, se fosse chiusa con gli scuri si noterebbero tutto il fascino del legno e del colore sbiaditi dal tempo.




Il tavolo e le sedie sono ovviamente di recupero o meglio, recuperati da casa nostra dove abbiamo dovuto sostituirli:)
Stessa cosa per le panche che anni fa arredavano il nostro soggiorno ed ora fungono da giro panca.
Sono curiosa di avere le vostre opinioni...

giovedì 21 settembre 2017

Rientro…con gatte!


Questo Settembre ci ha visti di ritorno dalla prima vera vacanza che abbiamo potuto trascorrere nella casa di campagna. Nel senso che i lavori sono stati contenuti, fatto salvo il montaggio del pesantissimo camino, e ci hanno permesso di godere del riposo e della calma meritati.




 
 Ancora manca la cappa che sto cercando di immaginare con disegni in scala, ma almeno siamo andati un passettino avanti rispetto a questo post di ben 5 anni fà!
Una grossa soddisfazione l'ho avuta dalla cucina che finalmente è arrivata ed è stata montata con non poca difficoltà e tanta maestria del consorte. (Qui e qui gli appunti che avevo preso a suo tempo)
Purtroppo a furia di guardarla e rimirarla, ho dimenticato di fare una foto... alla prossima...
Ho immortalato però il quadro di famiglia chiesto alla nonna novantenne che mi ricordava tanto l'infanzia nel suo salotto di casa e le storie che ci raccontavano della pittrice veneta che lo aveva dipinto, tale Signora Gajoppa


 
 
 


Per la verità prima di poterci godere la vacanza abbiamo dovuto affrontare il trasloco dei mobili di Roma e il montaggio dei mobili Ikea e non (ormai si sono abituati tutti a mandarli smontati).

Comunque abbiamo dormito per il primo anno non in modalità “campeggio” ma su dei letti veri e con l’utilizzo dell’acqua corrente in tutta casa.

Inoltre anche da noi in quest’anno di caldo infernale, ci sono stati molti problemi con l’acqua dell’acquedotto ed abbiamo ringraziato il cielo di aver speso tempo e voglia la scorsa estate nel far risistemare la cisterna che ora serve l’acqua in tutta casa e che si è già riempita con questi primi acquazzoni di Settembre, evitandoci l’allaccio alla rete pubblica. Unico inconveniente per questa scelta “green” il dover andare a fare rifornimento alla vicina fonte/lavatoio dove per praticità lavo anche i panni estivi (la lavatrice non è ancora una priorità).




Altra gradita assenza in casa è stata quella della tv e del wifi che dovevamo mettere, ma ci siamo attardati ed abbiamo usufruito di quelli dei bar/ristoranti di zona per le emergenze whatsup della figlia adolescente.

Per il resto abbiamo vissuto molto a contatto tra noi con la natura e con i nostri animali.





Si perché quest’anno a differenza dello scorso che avevamoospitato un cucciolo di cane trovatello, abbiamo avuto la gradita visita di due gatti randagi affamati e ridotti maluccio che ci facevano compagnia in diverse occasioni durante la giornata e complice un’amichetta di mia figlia e la coalizzazione delle tre figlie, abbiamo adottato due cucciolette di gatto trovate ad un incrocio poco distante da casa.

A fine estate, dopo una infinità di volte che avevo pronunciato la frase “ Non pensate che le possiamo portare poi a Roma eh!” ci siamo ritrovati con due pulcette in macchina e poi in casa alle quali stiamo adattandoci per una reciproca e felice convivenza.

Per il resto è questo un Settembre classico, con l’inizio delle scuole, gli acquazzoni, i ritardi nella consegna dei libri, gli ordini di servizio e gli stravolgimenti in ufficio!

Mi consolo sapendo di poter fuggire nei week end e ricaricarmi rirespirando l’aria della campagna e la familiarità delle persone.

Buon inizio a tutti voi!

mercoledì 17 maggio 2017

Posso essere un po’ rintronata?


Vestito da strega completo(cappello/ giacchetta/gonna e leggins) per la recita di fine anno (parte principale) della piccola

Maglia nera e pantalone da definire per la recita di fine anno (parte secondaria) della piccola

Maglia rossa (corta o lunga dipende dal clima) pantalone scuro per la partita dimostrativa del corso di pallavolo tenuto durante l’orario scolastico della media

Maglietta Gialla o Blu (a seconda della partita) per allenamenti e partite del corso post-scuola della media

Maglia Bianca da lasciare a scuola (perché devono decorarla in qualche maniera) per la festa di fine anno/ciclo scolastico della media

Maglia bianca senza scritte sempre per la media, ma per il saggio di fine corso di Hip Hop

Maglia nera e pantalone nero per lo spettacolo di fine corso di teatro tenuto durante l’orario scolastico della media

Varie ed eventuali della grande che fortunatamente ci pensa da sola, ma va redarguita anticipatamente per evitare che porti a casa toppini stile spiaggia per andare ad una festa

Per fortuna ancora i  costumi del saggio di break dance e di Hip Hop definitivi li procura la scuola di danza …a pagamento s’intende


Poi dicono che non ho neppure il tempo di mettere un post sul blog

martedì 2 maggio 2017

E se invece stessi facendo la cosa giusta?

Ormai le mamme blogger che seguo/seguivo...(di tempo ce n'è sempre meno) vivono quasi tutte all'estero. Vuoi per scelte fatte magari prima di diventare mamme, vuoi invece per opportunità prese anche nei confronti dei figli, coscientemente per dare un futuro migliore a loro. Non ho mai indagato.
Sono giorni che mi arrovello e cerco di capire se la mia/nostra è stata una scelta o più una pigrizia.
Mi chiedo a volte come vivrebbero le mie figlie, figlie di una famiglia multietnica, in città a maggiore mescolanza, a maggiore "forse" accoglienza dell'altro.
Ma mi chiedo anche come crescerebbero lontane dalla bellezza di questa nostra lingua, lontano da tutto il bello (magari nascosto) ma che inevitabilmente le circonda ogni volta che facciamo un giro al centro. Alla bellezza di prendere le giornate di sole, soprattutto qui a Roma, anche fuori stagione come una normalità.
Mi sto sempre più convincendo che questa anziché una pigrizia sia stata una scelta. Il fatto di fargli vivere le nostre famiglie di provenienza, zii, nonni, cugini assiduamente, il fatto di non dover capire necessariamente una lingua diversa. Per questo c'è la piccola di casa che già ha fatto un grosso sforzo ad impararla e a far diventare sua una lingua non madre.
Insomma vorrei che magari la scelta di vivere altrove venga da loro un domani, ma portandosi dietro tutto questo bagaglio di radici che vivendo altrove fin da bambine non avrebbero avuto così profondo e così radicato.
Pensavo che con i voli low cost ormai fosse facile anche dall'estero venire spesso e far vivere entrambe le realtà, ma mi rendo conto che quando hai impegni quotidiani, dovunque essi siano, è difficile far combaciare le cose e dunque ci si sposta meno di quanto si vorrebbe. E i figli intanto diventano autoctoni e intanto tu hai nostalgia di qualcosa che puoi anche provare a spiegargli, ma non capirebbero.
E intanto magari frequenti espatriati come te che negli anni vivono un Italia che non c'è più per fortuna o purtroppo.
Insomma, penso che cercherò d'ora in poi di prendere solo il bello di questa nostra patria e di cercare di dire (come disse mio nonno quando non partì per l'Argentina) che è stato meglio vivere qui.